Pedagogia Finlandese
“Ció che impari senza gioia lo dimentichi subito” ~Antico proverbio Finlandese~
Il Modello Educativo Finlandese, anche detto “Pedagogia della gioia”, si ispira alla
cosiddetta “Pedagogia Attiva”,una corrente di pensiero sviluppatasi alla fine del 1800 che ha fra i suoi esponenti più importanti in ambiente americano John Dewey e in Italia Maria Montessori.
L’attivismo pedagogico è centrato sull’idea di un bambino protagonista del proprio processo di apprendimento e, in tal senso, esso prevede una precisa configurazione dei contesti educativi e scolastici:
– la costruzione di un ambiente adeguato che si faccia “maestro” al posto dell’insegnante;
– la valorizzazione dell’attività infantile come fonte di apprendimento (gioco come indagine e scoperta della realtà, azione sul mondo come bisogno profondo);
– l’accento sull’esperienza sensoriale, la manualità e la prassi come basi indispensabili della cognizione (intelligenza operativa);
– l’adulto come semplice mediatore/facilitatore dell’apprendimento, invece che il suo motore;
– il legame fra scuola e casa (più in generale, fra scuola e vita);
– l’autonomia come traguardo e competenza trasversale che si raggiunge in modo differenziato ma, potenzialmente, a tutte le età;
– l’accento sull’individualità di ogni percorso e, dunque, l’impossibilità di standardizzare i cosiddetti “programmi”.
Il modello educativo finlandese pone una speciale attenzione alla primissima infanzia,
nella convinzione che in questa fascia d’età si pongano le basi per l’educazione
permanente. L’educazione per la prima infanzia è basata su un modello pedagogico noto
col nome di edu-care, che mette enfasi sulla relazione
fra cura, educazione e insegnamento nell’intento di promuovere una crescita basata
sulla collaborazione fra bambini ed educatori e sulla dimensione ludica come via
privilegiata per il benessere e l’apprendimento di abilità sia sociali, che pratiche e
metacognitive (learning through play)
